SAPER INVECCHIARE BENE è UNA DOTE DEL VINO. MA NON VALE PER TUTTI I VITIGNI

È un evento unico a livello nazionale questa 14esima edizione di Life Of Wine, svoltasi lo scorso 30 novembre a Roma presso l’Hotel Villa Pamphili ad opera delle società di comunicazione Enogastronomica Roberta Perna e Studio Umami, ideatrici e realizzatrici di un appuntamento destinato a sottolineare come il saper invecchiare sia una dote del vino, ma non vale per tutti i vitigni.

Inoltre manifestazioni come questa possono farvi incontrare cantine che dimensione e produzione non troverete in nessun circuito rilevante dal punto di vista delle dimensioni come possono essere i supermercati e facilmente neanche nelle enoteche più fornite. Per cui segnatevela per il prossimo anno. Sul sito della manifestazione comunque la lista delle cantine, dal Piemonte alla Sicilia.

In esposizione infatti le cantine che per vitigno o metodo di affinamento producono vini capaci di affinarsi a lungo dopo la vinificazione. Non tutti i vitigni, infatti, sono destinati a migliorare invecchiando, come è luogo comune pensare. I rossi lo sono più dei bianchi grazie al tannino che la sedimentazione su bucce e vinaccioli (i semi) offre loro, più complesso per i bianchi, maggiormente vinificati in acciaio e destinati ad un uso più immediato al fine di preservare la fragranza derivante dal vitigno.

Vitigni come Sangiovese (Chianti, Brunello, Morellino, Vino Nobile di Montepulciano etc…), Nebbiolo (Barolo, Barbaresco, Gattinara, Ghemme, Roero etc…) Pinot Nero e più in generale i rossi tengono meglio l’invecchiamento. Anche se esistono rossi di pronta beva e leggeri, che con la giusta acidità possono accompagnare un pesce, se un po’ grasso come l’anguilla.

In generale molto dipende dall’affinamento che si fa in cantina. È più normale che un vitigno rosso incontri il legno, ma non disprezzano tale contatto anche alcuni bianchi, l’importante che non prevalga sui sentori caratterizzanti del vitigno, come si uva fare negli anni ’90 al grido di: «Lo voglio barricato».

Ci sono vitigni di uve bianche che ben invecchiano, come il Fiano di Avellino, il Verdicchio e il Grechetto, ma in generale se fanno solo acciaio dopo due o tre di anni dalla vendemmia bisogna usare un po’ di accortezza nell’acquisto. Non andranno in aceto ma potrebbero assumere dei sentori non originali non sempre altrettanto piacevoli.

Quando andate in una enoteca o in un supermercato e vedete i vini in offerta non sempre è dovuto alla generosità del commerciante, più facile dipenda dalla necessità di smaltire un prodotto che rischia di restare in magazzino invenduto.

Se avete qualche dubbio interpellate il web e se la scheda tecnica del vino vi dice legno potete contare su qualche anno in più.

2025-12-02T17:15:33Z